Scuola No Limits

Anno 8, numero 3 - Giugno 2006


Le avventure del re Odisseo

Lunedì 8 maggio alle ore 10 presso la sala “Casa del popolo” di Bellano la compagnia teatrale “Fondazione teatro ragazzi e giovani” di Torino ha rappresentato lo spettacolo teatrale: “Le avventure del re Odisseo”.
Hanno recitato due attori molto bravi, che hanno interpretato contemporaneamente il viaggio di Odisseo ed il viaggio verso la vita di un figlio che sta crescendo, accompagnato e guidato dal padre.

LA TRAMA

Una sera, tornando a casa dopo il lavoro, un padre racconta al figlio la storia di Odisseo, trasformando le stanze dell’appartamento negli scenari fantastici di queste epiche avventure.
Mentre il vaso di fiori del salotto diventa l’isola dei Lotofagi o un vestito rosso nell’armadio evoca la seducente maga Circe, sulla scena si susseguono gli episodi più conosciuti dell’Odissea.
Si scopre che Poseidone è nemico di Odisseo e ne ostacola il viaggio, si incontra l’indovino Tiresia nel regno dei morti, si assiste all’accecamento del Ciclope Poliremo.
Il ritorno a casa è complicato dallo scontro con i Proci, ma alla fine la famiglia si ricompone, permettendo ad Odisseo di ritrovare la sua Penelope e il figlio Telemaco.
Il padre/Odisseo dello spettacolo è pronto a questo punto per intraprendere altri viaggi, altre avventure. Il dono simbolico delle proprie scarpe al figlio è un messaggio che invita le nuove generazioni a seguire con fiducia il proprio destino.

NOI PENSIAMO CHE…

veliero

…Mi è piaciuto molto quando il re dei mari ha fatto finta di andare sotto il
mare ma invece si era nascosto sotto il divano…(Nicolò Denti)

…Gli attori sono bravi, la sceneggiatura strabiliante e la storia ineguagliabile: non ho mai visto una rappresentazione così!...Il padre, raccontando la storia di re Odisseo, intrepido viaggiatore sempre in cerca di spericolate avventure, riesce a “far crescere” il suo bambino. ( Stefano Colombo)

Mi sono piaciuti tutti gli effetti speciali, ma quello che più mi ha colpito è stata la semplicità di un oggetto che, usandolo in modo “improprio”, simboleggiava qualcosa: la camicia bianca diventa l’indovino Tiresia, il piatto diventa l’occhio di Polifemo e così via… (Alberto Aldè)

A me è piaciuto molto lo spettacolo, soprattutto quando il papà che interpretava Poseidone andava dietro il divano, il figlio si affacciava, il papà balzava fuori gridando :”Poseidone!” ed il figlio si spaventava. Di questa scena il più bello era la pronuncia della parola Poseidone, il papà la diceva con un tono…che faceva ridere. (Edoardo Cavalli)


Classe 4 ^


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