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Alla scuola di Bellano giunge la Polizia: nessun arresto

Un poliziotto per amico

Incontro con i ragazzi per contrastare il bullismo

Nella sala riunioni  ascoltiamo la relazione del poliziotto- Disegno di Chiara DIl giorno 10 marzo 2008 le classi della scuola primaria di Bellano si sono ritrovate nell’aula di musica per un incontro con alcuni poliziotti della Questura di Lecco.

I tre tutori della legge, dopo essersi presentati, ci hanno spiegato il motivo di questo ritrovo, ovvero combattere il bullismo e portarci sulla giusta strada da seguire per non violare la legge, rispettare gli altri e le cose. Un ufficiale ha iniziato a spiegarci che dare uno schiaffo ad un compagno oggi può essere niente, ma darlo un domani quando saremo grandi, può causare seri rischi sia alla vittima che a noi. Per questo ci ha invitati a comportarci adeguatamente già alla nostra età, anche se siamo meno autonomi e controllati da genitori ed insegnanti.
In seguito si è soffermato su un altro punto: rispettare le norme di sicurezza. Ad esempio è obbligatorio mettere il casco in motorino, perché in caso di caduta si evitano lesioni gravi che comportano sofferenze personali ed anche un costo per tutta la società.

Il terzo punto analizzato è stato il bullusmo. Il bullismo si verifica quando un ragazzo, chiamato bullo, quotidianamente minaccia, picchia, insulta la vittima ed estorce, rovina o ruba oggetti che le appartengono.
Ci sono due forme di bullismo: fisica e psicologica; la prima avviene quando la vittima subisce botte mentre la seconda accade quando è sottoposta a traumi psicologici.

Bulli in azione. Disegno di Matteo M

Ci sono due tipi di bullo: il bullo dominante è colui che compie l’azione e normalmente ha un basso rendimento scolastico, è bravo nello sport ed ha una robusta corporatura; il secondo è la cosiddetta “spalla” che spinge ed incita il bullo dominante a fare l’azione (anche nel suo caso spesso c’è uno scarso rendimento scolastico, egli crede di essere considerato poco importante e per acquisire fama si schiera dalla parte del bullo dominante).
La vittima solitamente non parla dei fatti a nessuno, per timore o vergogna; i campanelli d’allarme possono essere il rendimento scolastico che peggiora, lividi o forti mal di testa.
Gli ultimi personaggi che partecipano ad un atto di bullismo sono gli spettatori: alcuni sostengono il bullo, altri proteggono la vittima e raccontano l’accaduto a persone più grandi, altri sono indifferenti e dicono di non aver visto e sentito niente.
Il relatore ci ha consigliato di parlare sempre con un adulto nel caso ci accadesse di assistere o essere vittime di un atto simile.

A fine lezione i poliziotti ci hanno permesso di osservare la volante della Polizia, un’Alfa Romeo, e di salirvi.
La scuola ringrazia la Polizia di Stato per la conferenza, che ci servirà da insegnamento.

ALESSANDRO B. 5^A


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