Il giornalino della scuola primaria di Lierna
giugno 2005 anno 10 n.2

I bambini di prima intervistano…

Oggi sono venuti a trovarci una maestra in pensione, che ha iniziato la
sua attività d’insegnamento quasi cinquanta anni fa, la nonna
di Leonardo e il papà della maestra Giordana.
La maestra ci ha raccontato della scuola del passato, partendo dalla sua
prima esperienza lavorativa in una piccola scuola di montagna che era sicuramente
meno bella e confortevole della nostra; l’aula in cui faceva lezione
era infatti piccolissima e sprovvista di riscaldamento, al posto dei banchi
singoli per i bambini c’ era un unico, lungo tavolo di lavoro.
Per raggiungere il posto doveva cambiare due mezzi di trasporto e poi percorrere
un tratto di strada a piedi, disagio che le aveva fatto scegliere di rimanere
lassù durante la settimana ( dormiva in una locanda ) e di tornare
a casa solo nei giorni non lavorativi, cioè il giovedì e la
domenica.
Gli alunni erano soltanto nove, buoni e molto attenti; la maggior parte
di loro, prima di andare a scuola, aiutavano i genitori nella concimazione
dei campi.
Il materiale portato era più povero rispetto a quello richiesto oggi:
bastavano un astuccio provvisto di una matita, di un pennino, di una penna
e due quaderni piccoli ( uno “bello” per la classe, uno per
i compiti e la brutta copia ); l’astuccio era fatto di legno e dotato
di un coperchio scorrevole, i quaderni erano tutti uguali (copertina nera
con profilo rosso ).
I diari allora non servivano, poiché la maestra era unica e decideva
giornalmente sia quali materie affrontare nel corso della mattinata sia
quali compiti assegnare per il giorno dopo.
Anche l’insegnante aveva a disposizione una quantità minore
di materiale della scuola, ad esempio per insegnare matematica usava delle
caramelle che purtroppo i bambini non potevano mangiare
fino a giugno!!
I bambini utilizzavano borse o cartelle per trasportare il materiale.
La nonna di Leonardo, invece, ci ha raccontato che la sua maestra era molto
severa: quando non bastavano i rimproveri a calmare gli alunni più
indisciplinati lei ricorreva anche alle bacchettate sulle mani! Inoltre,
alcune materie insegnate oggi, in particolare l’inglese e l’informatica,
allora non si studiavano; la ginnastica era praticata al pomeriggio in un’altra
sede perché la scuola di Lierna non era dotata della palestra.

Sulle pagelle le voci di valutazione erano: insufficiente, sufficiente,
buono, lodevole.
In fine il papà della maestra Giordana ci ha raccontato che andava
a scuola sempre a piedi, indossando degli zoccoli di legno anche quando
nevicava.
Tra l’altro, per non bagnare le calze, era solito toglierle e metterle
in tasca durante il tragitto per reindossarle “belle asciutte”
una volta giunto a scuola!! La sua maestra era molto severa, inoltre tirava
le orecchie e dava bacchettate sulle mani ai bambini che non si comportavano
bene.
Andava a scuola sia la mattina che il pomeriggio, tranne il giovedì;
il sabato pomeriggio, poi, era obbligatorio andare nella piazza del paese
dove si teneva il “sabato fascista e i giovani “balilla facevano
attività sportive.
A scuola i maschi dovevano indossare una divisa(camicia nera e pantaloni
verdi di panno), le bambine invece un grembiule nero.
La sua classe era composta da ben trentasei bambini!!
Classe 1^ con la collaborazione di
D.M.Rosa C. Giada Manuel C. Alessio P.
PARERI SUL PROGETTO :
CASA DI RIPOSO
INTERVISTE A:
Una maestra in pensione e due nonni
sezione giornalini e redazioni
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