Il giornalino della scuola primaria di Lierna
giugno 2005 anno 10 n.2

Intervista alla maestra Elsa
Classe 5^ con la collaborazione straordinaria di Francesca O.

La prima frase che la signora Elsa ci ha detto appena è entrata
in classe è che provava molta emozione e imbarazzo a rientrare in
una classe dopo molti anni. Elsa, ha cominciato a insegnare nel 1943. Era
giovanissima, aveva appena finito gli studi e ricorda che non aveva sostenuto
nemmeno gli esami di maturità, perchè c'era la guerra e la
scuola era stata chiusa prima di giugno. Il primo anno ha lavorato a Premana
ed aveva una classe di 52 alunni. L'anno successivo è stata trasferita
a Linzanico, una frazione di Abbadia. Qui aveva 23 alunni, ma appartenenti
a quattro classi diverse. In seguito ha insegnato per ben trentacinque anni
nella scuola elementare di Mandello. La vita della maestra Elsa è
sempre stata a contatto con la scuola: sua mamma era una insegnante, che
ha avuto come allievo anche al papà della maestra Giordana; suo marito
è stato il preside della scuola media di Mandello; una delle sue
tre figlie insegna, l'altra lavora nella segreteria di una scuola.
All’inizio della sua carriera l’orario scolastico prevedeva
tre ore al mattino e due al pomeriggio, in seguito l’orario fu cambiato,
si facevano solo quattro ore ed era previsto l'intervallo. Insegnava anche
al sabato e, come giorno libero aveva il giovedì.
La scuola era provvista di materiali per far fare ai bambini degli esperimenti.
Non era prevista la mensa.
Elsa ha sempre dato molta importanza alla scuola, ed ammette che a quei
tempi era molto esigente, ma capiva molto bene le difficoltà di ogni
alunno e cercava di farlo migliorare.
Per quanto riguarda i compiti, era gentile e non ne dava molti, ma in compenso
faceva lavorare sodo in classe.
Elsa, quando c’erano le vacanze lunghe come quelle fra Giugno e Settembre
dava molto da leggere perché secondo lei la lettura era molto importante,
ma i compiti non erano esagerati. Diceva ai suoi alunni di riposare e di
giocare fino a Luglio, poi invece, dal 1 Agosto in avanti consigliava di
studiare tutti i giorni qualcosina.
Non dava mai punizioni, anche se si potevano dare; la più diffusa,
era quella di far andare l’alunno dietro la lavagna.
Le era capitato anche di avere come alunno un ragazzo molto monello che
disturbava sempre la lezione perché continuava a far ridere i suoi
compagni; a questo punto la maestra Elsa decise di metterlo in castigo voltato
verso la porta, ma questo ragazzo non la smetteva e l'aveva portata all'esasperazione
tanto che gli mollò una sberla. Elsa ci restò malissimo e
si convinse che in tutta la sua vita non avrebbe mai più fatto una
cosa del genere.
Non ha mai bocciato, ma se lo doveva fare lo faceva solo per il bene dell’alunno.
Quando c’era qualcuno molto bravo lo premiava con complimenti e bei
voti. Qualche volta leggeva alla classe anche i testi particolarmente belli.
Ricorda che due delle sue figlie sono state anche sue alunne, ma lei non
poteva elogiarle e, a scuola non leggeva mai i loro temi. Le due bambine,
non erano contente e dicevano che non provavano neanche gusto a fare dei
lavoretti per la propria mamma o papà perché tanto sapevano
entrambi di cosa si trattava.
PARERI SUL PROGETTO :
CASA DI RIPOSO
INTERVISTE A:
Una maestra in pensione e due nonni
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