LA CANAPA
Gruppo - La spada nella roccia
 |
La canapa è stata introdotta in Europa nel VII secolo a.C.
dagli Sciiti che la fecero diffondere in molte parti del mondo. Però
si diffuse in modo notevole solo a partire dal 1500. |
Esistono due tipi di piante: quella femminile e quella
maschile.
La canapa fu coltivata a Premana. Con lana e pelle, rappresentava
la materia prima per la confezione di abiti. Le donne erano impegnate
con coltivazione e la filatura della canapa tutto l'anno, essa veniva
seminata ai primi d’aprile su terreno piano (piaz) lavorato
e soffice. Il raccolto avveniva in agosto. Le piantine si strappavano
con tutte le radici, poi si legavano in piccoli mazzetti che si lasciavano
in acqua. Rimanevano esposti per circa 40 giorni al sole e alla pioggia;
l’acqua e il calore facevano fermentare le parti legnose che
liberavano la fibra. La macerazione poteva avvenire anche per l’immersione
delle piante in un pozzo o in una fossa e lì restavano per
una quarantina di giorni.
(l'alternarsi di bello e brutto tempo faceva macerare la parte legnosa
del fusto.) Dopo la macerazione la canapa veniva esposta in solai
o sui balconi era sottoposta a diverse operazioni.
Quando era ben secca veniva stesa nel cortile o sulla strada e veniva
battuta. Successivamente era trattata con varie macchine come il “Vèrghe”,
il correggiato, lo “Spinàsc”. Finche non era pronta
per essere filata.
Lavate ed asciugate, le matasse erano ridotte con la “Badèrle”
(l’arcolaio) in gomitoli. Prima di passare al telaio si preparava
l'ordito. Per questa operazione era necessario “l’Orditòòr”
cioè l’orditoio, uno strumento che permetteva di preparare
l’ordito. Preparato l'ordito, questo era sottoposto all’
”imbosmà”, che consisteva nel passarci sopra una
pasta di crusca e sugna di maiale, che rendeva i fili più elastici
e resistenti.
La tessitura avveniva nelle famiglie e si otteneva una tela larga
60cm e lunga 40 m. La tela dopo vari procedimenti, era per confezionare
lenzuola, biancheria e tessuti per la casa.
|
L