VOLARE SU LIERNA

Il giornalino della scuola primaria di Lierna

dicembre 2005 anno 11 n.1

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INTERVISTA ALLA SIGNORA ASSUNTA – NONNA DI MARTA B.

foto nonna che fa la maglia a scuola Giovedì 17 Novembre abbiamo incontrato la Signora Assunta Cattaneo, nonna di Marta B. di classe IV ed esperta di maglia. La signora ha mostrato le diverse parti che compongono un maglione e ci ha fatto vedere altri modelli di lavoro a maglia.

Abbiamo potuto vedere che una maglia è composta da davanti, dietro e maniche che vengono cuciti insieme, una volta terminato il lavoro. La signora Assunta ha imparato da sola a lavorare a maglia, quando era in attesa di sua figlia. Una volta si usava preparare il corredino per il neonato in lana, perciò lei, seguendo la tradizione, si era comprata alcuni libri per imparare a mettere i punti.
La signora ci ha detto che si utilizzano ferri di diverse misure, dipende dal tipo di lana che si utilizza. Dal tipo di lana dipende anche il tempo che ci si impiega a finire il lavoro. in media, per un maglione senza punti troppo complicati e usando una lana abbastanza grossa, ci si mette una settimana a finire un maglione.
Chiaramente oggi il lavoro a maglia è soprattutto un passatempo, quindi non si sferruzza tutto il giorno: lo si fa quando si ha l’ispirazione e lo si può fare anche mentre si guarda la televisione.
Se si usa una lana fine e si inseriscono punti impegnativi, il lavoro diventa decisamente più lungo.
Prima di iniziare un lavoro, bisogna prendere bene le misure. Si fa un campione del punto di base, di circa una ventina di punti. Finito il campione, si prende una maglia già pronta della misura che serve. Si esegue una semplice operazione matematica contando i punti che bisogna mettere sul ferro. Il numero delle maglie usate per fare il campione, va fatto passare per tutta la larghezza del modello facendo poi la somma dei punti.
Si possono usare tantissimi punti per lavorare a maglia. I più semplici sono la MAGLIA RASATA che si fa lavorando a diritto e rovescio e la MAGLIA LEGACCIO che si fa lavorando solo a diritto o solo a rovescio. Poi ci sono altri punti come il PUNTO COSTE o la GRANA DI RISO, il PUNTO A LOSANGHE e la TRECCIA. I punti hanno tante varianti, perché possono essere semplici oppure traforati, incrociati, in rilievo, fantasia. Si possono fare dei punti bicolori e si può usare tutta la fantasia di cui si dispone. Però è essenziale sapere far bene i punti base che sono cinque e si chiamano in questo modo perché senza questi punti non si può iniziare nessun lavoro a maglia:
- Il punto rasato diritto
- Il punto rasato rovescio (è il rovescio del punto rasato diritto)
- Il punto rasato ritorto
- Il punto legaccio
- Il punto riso
Quando si è finito di fare le diverse parti bisogna cucirle insieme e bisogna stare molto attenti. Le cuciture devono essere precise e si devono vedere il meno possibile (anche se oggi vanno di moda le cuciture che si vedono). Per un lavoro fatto bene bisogna unire le parti da cucire e tenerle ferme con gli spilli, in modo tale che non si muovano. Dopo questa operazione si possono fare le cuciture. Una volta finito il capo lo si prova e se le misure sono state prese in modo adeguato si avrà una bella maglia da indossare e la soddisfazione di averla fatta con le proprie mani. Bisogna però stare attenti ad un particolare molto importante, anche una volta finito il maglione. Bisogna stare attentissimi al lavaggio: la lana va lavata in acqua a fredda o tiepida e preferibilmente a mano. Si può lavare anche in lavatrice ma con il programma giusto. Il maglione non va strizzato o strofinato, ma va avvolto in una salvietta per togliere l’acqua di troppo. Una volta lavato il maglione va steso in orizzontale, altrimenti perde la forma. Se non si sta attenti la lana si infeltrisce, cioè si restringe e diventa una massa compatta e dura.


Gruppo - " Squadra cobra "

 

 

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