VOLARE SU LIERNA

Il giornalino della scuola primaria di Lierna

dicembre 2005 anno 11 n.1

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LE ABILITA’ PERDUTE
Un’altra esperienza nella ricerca sulla storia dell’abbigliamento
Angelo Borghi

immagine Borghi, storico Si continua quest’anno quel lavoro di osservazione e confronto fra i modi e gli stili di vita usati nel tempo dalla gente, alle prese stavolta con la necessità di un abbigliamento adatto alle diverse stagioni, alle risorse dei luoghi, alle varie età dellavita e alle differenti classi sociali.
Un problema, come quelli di nutrirsi, lavorare, studiare, che le persone, gli adulti e i ragazzi, oggi, ieri e anche l’altro ieri, hanno affrontato con oggetti e modi più o meno poveri e complessi, ma sempre pieni di inventiva anche con mezzi scarsi.

E con quanti cambiamenti, perché il nostro mondo si è fatto più ricco ed anche più consumistico.Il confronto ha messo in gioco non solo le famiglie di Lierna, ma anche tante altre persone e addirittura dei musei, dove si sono viste attrezzature e vestiari che sono ormai del tutto dimenticati e che pure per tanti decenni sono stati alla base dell’aspetto e del conforto della gente dei nostri luoghi. Adesso non cresce più la canapa da lavorare, né si produce più il filo di seta, non ci sono né le fabbriche di tessitura con i telai né il lavoro che si faceva in casa: tagliare le stoffe con modelli di carta, appuntare i vestiti su misura, lavorare a maglia, cucire, rattoppare, adornare con merletti, adattare gli abiti dei più grandi per i più piccoli, formare zoccoli, risuolare le scarpe. Sono scomparse quasi anche le professioni, come quelle del ciabattino o della sarta, che ancora i nonni conoscevano con regolarità.
Proprio questo è forse uno degli aspetti più evidenti del cambiamento, che ha fatto perdere delle abilità che erano presenti in ogni casa e non solo nei laboratori dei professionisti. Oggi non sappiamo più sistemare delle scarpe, raramente sappiamo cucire e rammendare, mai confezionarci un abito perfettamente aderente alla nostra persona. Aver incontrato delle persone che lo sanno fare è cosa tanto rara e tanto curiosa, che fa riflettere sulla forte dipendenza che noi oggi abbiamo di fronte ai grandi negozi dove tutto è pronto, dove tutto è uguale e dove tutto è da consumare. L’inventiva di ciascuno deve limitarsi a applicare cuoricini e fiori sui pantaloni, a stingerli, a decorare gli abiti addirittura con pennarelli.
Certo, per fortuna, questo modo di osservare la storia nei suoi mutamenti, stimola l’interesse e la curiosità dei bambini e dei ragazzi, e naturalmente la riflessione. E per i grandi la memoria e un po’ il rimpianto di non avere più delle capacità e delle abilità, che potenzialmente ancora avremmo.
Anch’io mi sono trovato a ripensare ai miei vestiti da bambino, al primo vestito confezionato dal sarto quando avevo 11 anni, alle sere in cui la mamma era china a lavorare sulla veloce macchina per cucire, ai goffi tentativi di rammendare le calze che le mie sorelle mi imponevano, al mio papà che riparava le scarpe sul treppiedi di ferro. Un periodo lontano, semplice e felice, quando tutti noi bambini eravamo chiamati a fare qualcosa nella grande casa ed eravamo orgogliosi di aver dato una mano a formare una gonna o un pantaloncino, corto naturalmente fino ai 16 anni. L’ho riscoperto con i ragazzi di Lierna, capaci di distinguere il lusso dal necessario, i miglioramenti dai peggioramenti, ed anche di capire sia le difficoltà che i vantaggi della vita dei genitori e dei nonni.
Occorre ringraziare i bambini, le famiglie, i maestri, tutte le persone che si sono prestate a dimostrare come sarebbe possibile ritrovare tante nostre abilità di un tempo; e grazie a una scuola che fa ricerca in questo modo interpellando tutti, perché questo è il modo per immaginare un futuro in cui si collabori con le più diverse persone, senza steccati, senza invidie, senza incomprensioni.

 

 

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Prima pagina

PARERI SUL PROGETTO :

Lo storico

Un nonno

la referente del progetto

ipotesi sull'abbigliamento

la gita a Premana

montaggio di un vestito

il museo etnografico di Premana

i RICORDI DEI NONNIi

nonno Giuseppe e nonna Giovanna

nonna Marcella e mamma Rosella

nonno Livio

nonni: Angelo, Enrico, Pierina, Silvana

sintesi interviste

OGGETTI PER LA MOSTRA

i vestiti da uomo

i vestiti delle donne

considerazioni

la biancheria di casa

il corredo del neonato

attrezzi da lavoro

I MESTIERI A SCUOLA:

La magliaia

la sarta

il calzolaio

la ricamatrice

la tessitrice

RICERCHE

La canapa

la moda della moda

storia del lavoro a maglia

conclusioni

la parola ai genitori