Il giornalino della scuola primaria di Lierna
dicembre 2005 anno 11 n.1

LA STORIA DEL LAVORO A MAGLIA
Squadra Cobra -
(Ricerca eseguita consultando sul web l’enciclopedia libera “Wikipedia”)
| L'inizio del lavoro a maglia non ha una datazione certa
per la difficoltà di distinguere se le notizie pervenute riguardassero
il lavoro eseguito ai ferri oppure quello a telaio. Sono state però trovate sculture che risalgono al IV secolo a.C. che hanno fatto ipotizzare che il lavoro a maglia fosse ormai entrato nella vita quotidiana degli antichi greci. |
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I PRIMI REPERTI Solo nell'epoca cristiana è possibile esaminare il primo reperto di lavoro a maglia, analizzandone la struttura e i colori. |
| ll reperto venne alla luce in Siria e si può ipotizzare
che le maglie siano state create da un solo ferro, uncinato sulla punta.
Sono stati trovati anche reperti in Perù quasi contemporaneamente
al primo reperto siriano, ma è senza dubbio la tradizione mediterranea
quella che si è diffusa per tutta Europa. In Egitto sono stati trovati numerosi capi lavorati a maglia che si fanno risalire al IV e al V secolo. Si trovavano nella città di Bahnasa. |
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PUNTI IRLANDESI La città di Bahnasa era in quel periodo abitata dai Cristiani Copti che erano scampati all'invasione degli Arabi e avevano trovato rifugio presso i monasteri delle coste e delle isole irlandesi. |
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In queste zone la maglia perse la vivacità dei
colori ma acquistò il rilievo nella straordinaria varietà
di punti che, eseguiti con la grossa lana non ritorta e non tinta
delle isole Aran, riprodussero i più importanti disegni simbolici. |
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LA VARIETA’ DI PUNTI IN EUROPA I punti importati dalle coste mediterranee nel diffondersi nel resto dell'Europa |
| persero la staticità dei simboli e dei colori e
si moltiplicarono, dando vita ad incredibili risultati. Essi riprendevano
la realtà e gli elementi dei luoghi vissuti (fiori, stelle, alberi)
nei punti a rilievo e nei punti traforati. A diffondere questi punti per tutta l'Europa furono i mercanti che percorrevano le rotte carovaniere. |
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L FILATO Il filato utilizzato era la lana, ma durante l'epoca romana e anche per tutto il medioevo si usò il filo di ferro per realizzare le maglie delle armature dei soldati, che tuttavia non veniva lavorato ai ferri. |
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| Il metallo trafilato veniva lavorato in anelli singoli che venivano intrecciati prima di essere chiusi. Quando, in epoca più avanzata, venne importata la seta dall'Oriente, questa divenne il tipo di filato preferito dai papi e dai re. Vennero realizzati capi molto preziosi arricchiti spesso da fili d'oro che si univano al filato di seta. | |
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CURIOSITA’ Quando Papa Innocenzo IV venne sepolto nel 1254, indossava dei guanti a disegni multicolori lavorati in seta e in filo d'oro, importati dalla Spagna (che ebbe una delle più importanti scuole per il lavoro a maglia). |
| Quando Enrico II d'Inghilterra nel 1533 sposò Caterina de' Medici, indossava calze di seta fatte a mano. Enrico VIII d'Inghilterra sembra preferisse le calze di seta italiane, lavorate con quattro ferri senza cuciture. | |
IL LAVORO IN TONDO A PIU’ FERRI La tecnica del lavoro in tondo, oltre che in Italia, era conosciuta anche nelle lande della Francia del Sud dove i pastori lavoravano usando addirittura cinque ferri e nelle isole britanniche Guernsey e Isola di Fair dove i maglioni sono lavorati in un solo pezzo, senza cuciture. |
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PUNTI DELLE ISOLE GUERNSEY Sono eseguiti, invece che con lana grossa, con lana sottile di colore
scuro. LA CULLA DEL LAVORO A MAGLIA: LA GRAN BRETAGNA Anche se il lavoro a maglia non ebbe origine in Gran Bretagna, qui esso fu sempre tenuto in grande considerazione ed ebbe un fortissimo sviluppo. Quando il reverendo Guglielmo Lee, inglese, inventò la prima macchina per maglieria, la regina Elisabetta I impedì che sotto il suo regno venisse utilizzata e l'inventore dovette emigrare in Francia. |
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LA CORPORAZIONE DEI MAGLIAI La regina aveva infatti a cuore la sorte degli artigiani magliai che in quel periodo si erano organizzati in corporazioni con un preciso statuto. |
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Per diventare magliaio bisognava seguire un corso di
apprendistato della durata di tre anni e nei tre anni che seguivano
bisognava produrre delle prove che attestassero l'abilità personale.
Era infatti obbligatorio saper eseguire un grande tappeto a più
disegni e colori, un paio di calze, un berretto, una tunica o un maglione
dimostrando di aver appreso bene tutte le tecniche.
Ma il progresso incalzava e il fratello del reverendo Lee ripropose
con maggior successo l'uso della macchina per maglieria. Alcuni francesi,
inviati appositamente per carpire il segreto della nuova macchina,
riuscirono a ricostruire perfettamente il modello e, verso la fine
del 1700, Joseph-Marie Jacquard riuscì a perfezionarla inserendo
la possibilità di utilizzare più colori contemporaneamente. I SECOLI DEL BIANCO Nel 1700 e nel 1800 si continuò a lavorare ai ferri ma i colori
vennero abbandonati. |
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LE PRIME RIVISTE DI MAGLIA In Inghilterra nacquero nell'Ottocento le prime riviste di maglia che saranno presto imitate in tutta Europa. |
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| Anche in Italia comparvero le prime rubriche di maglia sul "Corriere delle dame" e in altri giornali soprattutto rivolti al pubblico femminile. | |
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L NOVECENTO E IL BOOM DELLA MAGLIA L'industria della maglieria era ormai pienamente avviata e diffusa, e nacquero nuove tecniche. |
| Negli anni Sessanta ci fu un vero "boom" della
maglieria a mano e le riviste, sempre più numerose, riportarono
le spiegazioni dei punti e dei modelli. Alla fine degli anni Sessanta
e per il successivo decennio il lavoro a maglia riscoprì il
ritorno alle origini. Erano quelli gli anni in cui si discuteva di
cultura popolare e lo stile folk entrò prepotentemente nell'abbigliamento. GLI STRUMENTI PER LAVORARE A MAGLIA Gli strumenti base del lavoro a maglia sono i ferri che si possono
trovare in commercio in diversi materiali la cui scelta dipende dal
gusto personale: acciaio, alluminio, plastica e legno. La lunghezza
dei ferri può variare dai 20 agli 80 centimetri a seconda del
capo che si vuole confezionare. I ferri per il lavoro a maglia hanno
un numero che corrisponde al loro diametro, più sono sottili,
più il numero è basso. Le misure possono variare dai
2 ai 15 millimetri con una numerazione che procede ogni mezzo numero.
Il numero 2 è il più sottile, i ferri più usati
per lavori in filato di media grossezza sono i ferri n. 5 e n. 6. Ci sono anche accessori facoltativi e molto utili come: |
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I FILATI Per la lavorazione a maglia si possono usare molti tipi di filato, dal lino al cotone, dalla seta alla lana. I primi filati ad essere utilizzati furono quelli derivanti dalle fibre vegetali |
come il lino coltivato dagli Egiziani fin dal V millennio a.C.; il cotone che fu introdotto in Sicilia già nel IX secolo e si diffuse per il resto dell'Europa verso il 1300; la seta ricavata dal filamento del bozzolo del baco da seta, la cui lavorazione si praticava già nella Cina del 2600 a.C. circa. La filatura della lana si sviluppò invece dopo quella delle fibre vegetali e furono gli Assiri e i Babilonesi a scoprire l'arte della lavorazione della lana. Dopo l'anno Mille fu l'Italia a distinguersi per la produzione della lana, soprattutto per i prodotti provenienti da Firenze. Durante il Medioevo il commercio della lana rappresentò il settore più redditizio dell'economia inglese. Dalla metà del Quattrocento il re d'Inghilterra decise che il mercato della lana dovesse svolgersi in una sola città e a tale scopo venne nominata Calais, situata sulle coste francesi del canale della Manica. La supremazia dei mercanti inglesi durò fino a quando si impose sul mercato la "Compagnia dei Mercanti Avventurieri" che commercializzava tessuti ottenuti da lana inglese, ma lavorati nei Paesi Bassi e nelle Fiandre grazie alla diffusione del telaio meccanico. Oggi in commercio vi sono vari tipi di filati che si possono ottenere anche dalla lavorazione di fibre chimiche e sintetiche. |
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PARERI SUL PROGETTO :
il museo etnografico di Premana
i RICORDI DEI NONNIi
nonno Giuseppe e nonna Giovanna
nonna Marcella e mamma Rosella
nonni: Angelo, Enrico, Pierina, Silvana
OGGETTI PER LA MOSTRA
I MESTIERI A SCUOLA:
RICERCHE