Lierna e le sue frazioni 

LA CAVA DI GRUMO

Gruno nel passato

La cava di Grumo a Lierna entrò in funzione nel 1867 e fin da allora venne definita “cava del marmo nero”. La cava era di proprietà della famiglia Scanagatta che vi lavorò fino agli anni 60. L’ estrazione delle rocce veniva effettuata a mano con martello e scalpello, perché non si potevano fare scoppiare mine data la vicinanza con la strada statale, l’attuale provinciale 72.

Le rocce si presentavano a strati, pertanto non era possibile estrarre blocchi di grandi dimensioni; inoltre non tutta la roccia era ugualmente sfruttabile a causa del diverso spessore degli strati, e per la presenza di discontinuità.
Il materiale estratto veniva scelto, sulla piazza di Lierna dai compratore in base alle richieste di mercato; se il pezzo era troppo grande, in cava si provvedeva a tagliarlo ulteriormente; altrimenti veniva trasportato via lago a Varenna sul comballo, dove si procedeva alle sue levigazioni e trasformazioni nella forma voluta.
Il materiale estratto presso la cava di Grumo, era una pietra di colore grigio scuro con venature candide, che volge al nero con la lucidatura; in realtà non si tratta di un vero marmo, dal quale differisce per l’origine geologica.
Il materiale veniva utilizzato per elementi ornamentali di edifici religiosi e civili o per altri scopi edilizi.
È di questo tipo anche il marmo nero del duomo di Milano.

Nella cava di Grumo nel 1933, venne ritrovato fossile un esemplare di Lariosauro.