Inizio
C’era
una volta un draghetto che andava a passeggio sulle nuvole. Si chiamava
Carletto.
Aveva delle grandi ali blu, aveva il petto azzurro , le orecchie di diverso
colore e una cresta appuntita lungo tutta la schiena. Anche la grossa
e lunga coda era crestata. Si stava divertendo a saltare da una nuvola
all’altra e sputava del fuoco colorato dalla bocca. Carletto era molto
felice.
Ad un tratto sentì dei rumori: grossi nuvoloni si avvicinavano sempre di più; erano tanti, minacciosi e neri come l’inchiostro.
Il draghetto Carletto aveva paura. Un fulmine stava per colpirlo, ma lo
evitò difendendosi con le sue fiamme colorate. I fulmini però
erano troppo forti e quando uno di loro colpì la sua nuvoletta,
questa si trasformò in pioggia e il draghetto precipitò
sulla terra. Carletto cadde in un posto sconosciuto.
Quel posto era il cimitero di un castello enorme, con quattro torri e
un largo cancello all’ingresso.
Il
cimitero era abbastanza grande: c’erano molte croci e tante tombe e una
numerosa schiera di pipistrelli che gli volavano sopra.
Ad un certo punto il draghetto Carletto chiese ad un pipistrello lì accanto
:
-Tu chi sei?
Il pipistrello rispose:
-Sono un pipistrello e il mio nome è Matteo. Vieni con me
che ti porto al riparo. Carletto seguì il pipistrello che lo portò al
riparo dentro una delle torri del suo castello.
Fantasmini Neri
Sviluppo
Matteo raccontò a Carletto che il castello in cui
abitava nascondeva un segreto, una strana porta che lui non aveva mai
voluto aprire per paura. Ora che però aveva un amico poteva tentare l’avventura.
Il
drago si lasciò convincere dal pipistrello e i due si avvicinarono alla
porta misteriosa. La porta era in realtà un teletrasporto che fece finire
Carletto e Matteo in un’altra dimensione.
Dopo un viaggio incredibile i due si ritrovarono in un Luna Park gigantesco,
un posto che era davvero la fine del mondo!
I due amici non stavano più nella pelle. Iniziarono a provare le varie
attrazioni. Salirono sulle montagne russe e per poco non se la fecero
sotto dallo spavento, quando si ritrovarono a fare il giro della morte.
Dopo il brivido vollero provare qualcosa di più tranquillo, così decisero
di salire sulla ruota panoramica, che girava piano piano e dava l’occasione
di guardare un bellissimo paesaggio.
Carletto e Matteo erano felici di fare qualcosa
di calmo, ma si stavano sbagliando di grosso! La ruota aveva appena concluso
il primo giro quando si staccò e iniziò a rotolare vorticosamente lungo
una collina. I passeggeri se la cavarono con qualche livido, ma Carletto
e Matteo vollero vederci chiaro in quella situazione che sembrava molto
strana.
Cercarono il direttore del Luna Park, il quale spiegò che da tempo si
verificavano brutti scherzi sempre alla ruota panoramica. Si cercava il
responsabile, un certo Niki il pazzo Killer. La polizia aveva fatto anche
l’identikit. Il mascalzone era un tizio che si vestiva sempre con pantaloni
e giubbetto con le borchie. Aveva una cresta rosso fuoco, una marea di
orecchini e il volto tatuato. Sembrava avesse un sorriso sanguinante (forse
perché non lavava i denti) e si diceva che nel suo orecchio destro abitasse
una piccola tarantola con tanto di ragnatela (anche qui a causa della
scarsa pulizia).
Matteo e Carletto si offrirono di dare una mano a risolvere il caso e
si improvvisarono investigatori. Si fecero assumere come mascotte del
Luna Park.
Il drago Carletto diventò subito un mito del posto e Matteo il pipistrello
diventò l’attrazione principale del castello dell’orrore. Un giorno, mentre
Carletto e Matteo accompagnavano un gruppo di bambini a visitare il Luna
Park, notarono che uno strano tipo stava armeggiando con i bulloni della
ruota panoramica…
Chimere Azzurre
Finale
Allora i due amici portarono tutti i bambini al
sicuro, lontano dalla ruota panoramica, e mentre Matteo il pipistrello
intratteneva i visitatori con delle evoluzioni, Carletto il drago ritornava
indietro per scoprire chi fosse quella persona sospetta.
Si avvicinò senza far rumore e vide che il mascalzone era proprio Niki
il pazzo Killer che aveva già svitato alcuni bulloni per far cadere la
ruota! Subito Carletto aprì la bocca, e con un getto colorato abbrustolì
il sedere del pazzo. Mentre il draghetto continuava a sputare fuoco, Matteo,
che tramite le sue orecchie capaci di captare ultrasuoni aveva sentito
le urla di Niki, avvertì la polizia che arrivò in tutta fretta.
Mentre
i poliziotti lo rincorrevano, il Killer inciampò e cadde…in
una grande fontana. Ma quella non era una fontana qualsiasi, bensì
IL POZZO DEL CAMBIAMENTO! Chi ci cadeva da cattivo diventava bravo e viceversa…
Così Niki diventò un bravo ragazzo, aggiustò la ruota panoramica e, data la sua bravura con gli attrezzi, venne assunto dal direttore del Luna park come meccanico specializzato. Nel tempo libero accompagnava i bambini alle varie attrazioni ed era simpatico a tutti.
Così il suo nome divenne “Niki aggiustatutto”.

Molto tempo era ormai passato e Carletto dovette ritornare nel suo mondo
sulle nuvole…
ma ogni tanto si reca ancora sulla terra a trovare il suo amico Matteo
il pipistrello!
Balena Bianca